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martedì 18 novembre 2014
Rinnovo cariche consiglio direttivo dell'associazione
A seguito della riunione dell'associazione del 17 novembre 2014 sono state rinnovate le cariche del Consiglio Direttivo.
Sono stati eletti:
Roberto Sorio - Presidente
Francesco Pachera - Vicepresidente
Donatella Miotto - Segretaria
Martina Dalla Mura - Responsabile della comunicazione e tesoriera.
Buon lavoro a tutti!
:)
sabato 16 giugno 2012
«Più prevenzione contro i terremoti»: leggete qui...
«Più prevenzione contro i terremoti»
TERRITORIO E CRITICITÀ.
Affollata assemblea a Parona con geologi, Protezione civile e vigili del fuoco.
Sfatata la credenza che gli animali possano avvertirli in anticipo.
Gli esperti invitano a mettere in sicurezza gli edifici e a non dare ascolto a quanti sostengono che un sisma si può prevedere.
Verona, 16/06/2012
Informarsi sul terremoto per non farsi prendere dal panico. Con questo intento l'associazione «Vicini a Parona» ha organizzato un incontro aperto ai cittadini con alcuni esperti sui temi della criticità del territorio, sui piani di emergenza e sicurezza. Che l'argomento fosse «caldo» si è capito subito: infatti, la sala del Centro d'incontro di Piazza della Vittoria a Parona ha registrato il tutto esaurito. A relazionare con i residenti Roberto Zorzin, geologo del Museo di storia naturale, Pierluigi Saletti, referente della Protezione civile del Comune, Ernesto Chesta, responsabile della Consulta delle associazioni della Protezione civile, Giangaetano Malesani, membro dell'Osservatorio sismico veronese, Stefano Boschin, caposquadra Vigili del Fuoco, e Sergio Bonocore, coordinatore Associazione nazionale alpini di Verona. A moderare la serata Martina Dalla Mura. Tra i cittadini i consiglieri del Pd Diego Zardini, della Provincia, e Elisa La Paglia, del Comune. L'incontro si è aperto con una approfondita spiegazione delle caratteristiche del territorio veronese curata da Zorzin. Occasione anche per sfatare alcuni «miti» come la leggenda che vuole il Monte Baldo essere un vulcano spento. Diversamente, lo sono il Monte Castellon, la Purga di Bolca ed il Monte Calvarina. Poi, un po' di chiarezza sulle faglie: «Non si aprono, piuttosto si attivano». La testimonianza di Boschin, impegnato sul territorio emiliano, ha reso ancora più reale la difficile condizione di chi si trova a lottare con il sisma. Dall'esperienza emerge anche l'importanza di conoscere come si comportano gli edifici in caso di terremoto e l'esistenza del cosiddetto «triangolo di sopravvivenza», una particolare circostanza che si verifica in caso di crollo delle strutture e che potrebbe salvare la vita. «Occorre anche saper valutare eventuali fessure sulle pareti», ha detto Boschin. «Non preoccupano se si trovano su intonaci o muri divisori chiamati anche tramezzi».
Attenzione, invece, al mobilio: «Il 30% resta intrappolato da elementi non strutturali, come arredi e macchinari». Saletti ha evidenziato l'importanza di «porre la propria abitazione in sicurezza, cioè staticamente contrastante i movimenti sismici attraverso una serie di accorgimenti come il consolidamento delle fondazioni e dei cordoli che legano il tetto ai muri portanti». Ha ricordato che in caso di sisma sono già state individuate alcune aree idonee all'allestimento dei campi: sono gli impianti sportivi con terreni drenanti. Ma ha anche detto che «in caso di terremoto, i cittadini preferiscono rimanere vicino casa» come pure che «non ci sono zone presegnalate». E' stato anche rammentato di «non ascoltare false informazioni come quelle che riportano previsioni di scosse». Zorzin ha ripreso dicendo che «sul terremoto si parla alla sua conclusione e dopo aver ricevuto i dati». Per quanto riguarda Verona, il geologo ha detto che «c'è stato un intenso terremoto nel 1117 ed un altro nel 1222 a Peschiera. Pertanto, avendo dei precedenti ci si può attendere altri sismi, ma dire se questo accadrà tra breve o in un periodo più lungo non è possibile». Si è anche sfatata la credenza che gli animali possano avvertire in anticipo lo scatenarsi di un sisma: «non hanno questa facoltà. Semmai, è solo un caso». Su tutto, resta l'importanza della prevenzione.
Marco Cerpelloni
lunedì 11 giugno 2012
venerdì 8 giugno 2012
A Parona crollano massi sulla strada I residenti chiedono interventi urgenti: leggete qui...
CROLLI. Il terremoto potrebbe aver contribuito ad aggravare la situazione.
Giovedì prossimo un incontro con il geologo.
Nessuno, fino ad ora, si è preoccupato di mettere in sicurezza l'area lungo la statale.
08/06/2012
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| I grossi massi franati a pochi centimetri dal bordo della trafficata statale FOTO FADDA |
A Parona, nel punto in cui la strada principale costeggia il fianco roccioso del monte prima di imboccare la galleria, il mistero dei massi a bordo strada insinua dubbi sulla sicurezza. Infatti, nell'indifferenza generale, alcuni pietroni permangono da giorni ai piedi della parete di roccia lungo via Sottomonte, all'altezza della pizzeria Dolce Gusto. I macigni (un paio quelli più grossi) hanno un diametro che sfiora il metro. Non impediscono la circolazione, perché esterni alla carreggiata. Ma non è certo rassicurante vederli lì, sul lato sinistro della strada viaggiando verso la Valpolicella. È facilmente immaginabile cosa sarebbe potuto accadere se, rotolando, avessero centrato un'auto o addirittura un ciclista o un pedone. E soprattutto: quanti di questi massi si potranno ancora staccare? E il rischio di nuove scosse di teremoto, previste anche nei prossimi giorni potrebbe peggiorare la situazione? Non sono in grado fornire una risposta sul loro destino né la circoscrizione, con il consiglio vacante ancora per alcune settimane, né i vigili urbani. In più, trattandosi di un luogo al di fuori del nucleo abitato, nemmeno i residenti sanno spiegarsi l'accaduto, nonostante la preoccupazione serpeggi. Ci si chiede per quale motivo quei massi si siano staccati, e se l'accaduto possa ripetersi. Anche perché, a ben guardare, questo tratto di parete naturale presenta diversi punti friabili, con sassi e cumuli di terra in posizione precaria. Sono già stati segnalati dai cittadini problemi durante i temporali per il ristagno dell'acqua piovana proprio in questo punto. Le radici delle piante cresciute a strapiombo, inoltre, potrebbero accelerare lo sfaldamento del tratto di costone, privo di reti di protezione, al contrario delle pareti più vicine alla galleria. I massi sono stati circondati da transenne. Dopodiché, sembra che chi di dovere si sia dimenticato della loro esistenza: nessuno ha ancora provveduto alla rimozione. L'associazione «Vicini a Parona» promuove, per giovedì prossimo, un incontro con un geologo, i vigili del fuoco e la protezione civile, in cui si parlerà di rischio sismico nella zona. Nel frattempo, in città e provincia, vanno avanti i sopralluoghi dei vigili del fuoco, al fine di valutare i danni agli edifici insorti in seguito alle scosse di fine maggio. Su richiesta, sono state visionate molte abitazioni private ed edifici pubblici. Ma in nessuno di questi casi sono state riscontrate condizioni tali da imporre l'evacuazione. Altri controlli continuano a essere effettuati nelle chiese e nelle scuole, soprattutto nella Bassa, dove il sisma ha fatto i danni maggiori.
Lorenza Costantino
venerdì 20 aprile 2012
Traforo, bretella e filobus. Tre dubbi agitano Parona.
DIBATTITO/2. Bertucco e Castelletti all'incontro in sala civica.
Agli aspiranti sindaco i cittadini hanno espresso le perplessità sull'utilità delle opere previste.
20/04/2012
«A Parona tira proprio una brutta aria». A dirlo non è solo l'associazione di promozione sociale, «Vicini a Parona», ma anche i numerosi cittadini che sono intervenuti all'incontro serale di mercoledì scorso, tenutosi nella sala civica.A preoccupare i residenti è il costante aumento del traffico che attraversa il centro del paese, come pure le soluzioni proposte dall'attuale amministrazione. «La bretellina e il traforo», dicono i residenti, «potrebbero non risolvere il problema. Anzi, c'è il pericolo che la situazione precipiti ulteriormente».
Al confronto con i cittadini sulle problematiche della frazione sono intervenuti i candidati sindaco Michele Bertucco e Luigi Castelletti. Con loro, il vicepresidente del Comitato antitraforo Giampaolo Ventoruzzo, la presidente dell'associazione «Vicini a Parona» Martina Dalla Mura, il capogruppo del Pd in Provincia Diego Zardini e il consigliere circoscrizionale dell'Udc Giovanni Bosi. È stato sottolineato quanto sia importante «partecipare fin dall'inizio ai grandi progetti, dal singolo cittadino alle associazioni, e avere informazioni dettagliate su quanto si intende realizzare».
Nel mirino dei residenti non c'è solo il traforo, ma anche la cosiddetta «bretellina», cioè la strada che dovrebbe intercettare il traffico proveniente dalla Valpolicella fuori dal centro del paese, perché ritenuta «troppo vicina a zone residenziali». «Sembra sia stata disegnata sulla carta senza alcun sopralluogo», è stato detto.
Dubbi sulla bretellina sono stati avanzati anche per quanto riguarda il suo utilizzo. In testa, «velocità e costo». Ci si domanda anche «se sarebbe ancora necessaria la bretellina qualora il traforo fosse stato fatto uscire nei pressi di via Liberale». Poi si evidenzia la necessità «di coinvolgere i vicini Comuni, perché è un problema di traffico diretto verso la città dalla Valpolicella».
Tra i temi, anche il prolungamento del filobus fino a Parona, ritenuto «fondamentale».
Bertucco rileva che «il traforo non risolve il problema del traffico» e dice che «serve, invece, potenziare il trasporto pubblico di massa». Castelletti rimarca sulla «necessità del metodo della democrazia partecipativa, tanto più quando ci sono opere che impattano pesantemente sul territorio ed economicamente». Zardini evidenzia come non sia da trascurare «il movimento di terra che consegue alla costruzione del traforo». Preoccupazione espressa pure da Ventoruzzo: «Si ipotizzano 600 camion al giorno». Consensi sono stati espressi per «promuovere il capolinea del filobus a nord dell'abitato» e per «il ripristino dell'attuale stazione ferroviaria».
Bosi ricorda che «nell'area del Nassar è previsto un nuovo quartiere e si stimano circa 750 auto in più».
M.CERP.
martedì 17 aprile 2012
sabato 3 marzo 2012
domenica 6 novembre 2011
Alcune osservazioni sul Piano degli interventi a Parona...
Nella serata del 27 ottobre sono state presentate anche le concessioni edilizie e le opere pubbliche previste a Parona dal Piano degli Interventi attuativo del PAT (Piano di Assetto Territoriale).
Gli interventi sono pubblicati sul sito del Comune:
Per quanto riguarda Parona sono visibili nel documento ATO2 ed uno nell’ATO7.
Ecco alcune riflessioni condivise con i presenti alla serata.
Le relazioni introduttive hanno sottolineato l’aspetto generale forse più critico di questo P.I.: la rinuncia ad una reale pianificazione della città, basata su un progetto coerente. La scelta del come e dove costruire è stata di fatto delegata all’iniziativa privata alle cui richieste è stato detto di sì nel 70% dei casi; in cambio, il Comune conta di ottenere quegli “oneri di urbanizzazione” e quei “contributi di solidarietà” che sembrano essere uno dei pochi modi possibili oggi per “far cassa”.I progetti forse più impattanti dal punto di vista paesaggistico riguardano la costruzione di diversi nuovi insediamenti abitativi in via Riolfi (schede 123, Ato 2, e 225 Ato 7). Quattro piani saranno edificati proprio davanti all’antica e bellissima Villa Monastero, col rischio che diventi assai poco visibile, e che si snaturi per sempre un contesto davvero pregiato, caratterizzato dall’area verde ancora esistente, da questo monumento storico e dalle colline.
Forse potrà far piacere ad alcuni commercianti che sia previsto anche, in via Riolfi, un parcheggio alberato. Ma è giusto barattare il rispetto di un patrimonio culturale e naturale con alcuni posti auto? Senza contare che l’utilità del parcheggio sarà neutralizzata dall’uso che ne faranno i nuovi residenti.
Anche l’allargamento di via Monastero, connesso alla futura cementificazione, è preoccupante; via Monastero è oggi una stradina stretta che porta all'Oratorio ricavato dal parco della villa e, proseguendo, alla zona di Santa Cristina: una via rimasta tranquilla quasi come lo era cent’anni fa, proprio per la relativa accessibilità. L’ampliamento della carreggiata porterebbe inevitabilmente ad un aumento del traffico in questa parte della strada: oggi i bambini possono percorrere tranquillamente a piedi quel tratto… e domani?
Per quanto riguarda gli altri interventi :
- Scheda 216 ; si tratta dell’area ex Chimica su lungadige Attiraglio. E’ certo positivo che si pensi ad una riqualificazione dell’esistente, attualmente degradato. Ma se adesso l’altezza è di un piano, perché consentirne tre, in quello che dovrebbe essere il Parco dell’Adige?
- Scheda 341 ; costruzioni e parcheggi vicini alla scuola materna. E’ noto che anche i parcheggi sono attrattori di traffico. Il più che brevissimo tratto ciclopedonale previsto nel tratto adiacente è evidentemente di dubbia utilità, soprattutto se comparato alla relativa spesa.
- scheda 361 – si tratta dell’area attualmente occupata dall’Abital che sarà dismessa e riqualificata; positivo il mantenimento dell’attuale altezza (1 piano) e la cancellazione delle torri direzionali previste dal piano inizialmente redatto dalla precedente amministrazione;
Per quanto riguarda alcune delle opere pubbliche che sarebbero finanziate grazie alle nuove concessioni edilizie, due interventi attirano maggiormente l’attenzione:
- quello che appare più interessante è la riqualificazione dell’ex cimitero di Parona – area tra via Valpolicella e viale Brennero – al costo di 250.000 euro. La sua realizzazione donerebbe al quartiere una bella area verde centrale. Peccato però che una fetta consistente di tale area sia stata recentemente adibita a lavaggio auto: e si sa che, come il diamante ma con meno splendore, il cemento “è per sempre”.
- Il sottopasso in Largo Stazione Vecchia, di fronte alle scuole – al costo previsto di 750.000 euro, suscita più perplessità; il progetto nasce dall’esigenza di garantire la sicurezza degli attraversamenti pedonali eliminando contemporaneamente le code di auto che intorno alle 8 vanno dalla Valpolicella verso la città. Dovremmo però innanzitutto chiederci chi ha “diritto di precedenza” nell’utilizzo dello spazio urbano. E perché, se uno spazio è conteso fra auto e pedoni/bambini, si caccino proprio i bambini “sotto terra”. Inoltre, un sottopasso richiede scale: si è pensato agli anziani e a chi ha problemi motori? Si è considerato che proprio per queste caratteristiche spiacevoli e scomode i sottopassi esistenti di solito sono inutilizzati e alla fine vengono chiusi? Così è avvenuto, per esempio, a Porta Vescovo e più recentemente, in Corso Milano. Si è pensato che quello spazio liberato dai pedoni autorizza di fatto gli automobilisti a fare meno attenzione e ad aumentare la velocità? Altre soluzioni sono possibili e meno onerose: l’arch. Galletti suggeriva una seconda rotonda a nord delle strisce pedonali che modererebbe la velocità consentendo la creazione di una piazza traversante. E una rotonda costa un terzo di un sottopasso.
sabato 5 novembre 2011
27 ottobre 2011 - Riunione informativa sul futuro di Parona
Giovedì scorso si è tenuta presso la Sala Civica del Centro d'Incontro di Parona, la prima riunione informativa organizzata dall'associazione "Vicini a Parona".
L'incontro è stato anche l'occasione per presentare, ai più di quaranta partecipanti, il gruppo nato nel maggio scorso, che da poche settimane si è costituito come "associazione di promozione sociale".
La neo presidente Martina Dalla Mura ha brevemente ricordato che i soci fondatori si sono subito riconosciuti in alcuni principi comuni: la volontà di prendersi cura del proprio territorio inteso come ambiente fisico ma anche come comunità di abitanti.
Importante sottolineare una frase dello statuto che "promuove la partecipazione dei propri associati alla vita della comunità locale, affermando il diritto dei cittadini ad essere parte attiva nelle decisioni che riguardano la qualità della vita del territorio e la sua crescita socio-culturale".
Inoltre "l'associazione si pone l'obiettivo di far sì che i cittadini siano informati e possano valutare con obbiettività e competenza le questioni che riguardano il quartiere, che possano partecipare in modo attivo alla determinazione delle politiche ambientali e sociali del proprio territorio."
Da qui l'idea di organizzare la serata informativa per parlare dei cambiamenti che sono programmati e che interesseranno il nostro territorio.
Ripercorrendo ancora quanto fatto fino ad oggi dal gruppo, si è ricordato che ci si è dedicati a temi più sentiti e più impellenti, quali la raccolta di 800 firme per portare il filobus anche a Parona, e l'organizzazione della Festa dell'Adige assieme a tutte le associazioni di Parona.
La moderatrice della serata Donatella Miotto ha poi introdotto i temi lasciando la parola all'arch. Tullo Galletti, docente di trasporti urbani e metropolitani, al Politecnico di Milano.
L’architetto ha ricordato che già nel ’90, quando egli era Dirigente alla Pianificazione Urbanistica della Provincia, è stato redatto un piano integrato dei trasporti partendo dalla necessità di estendere la capacità dei mezzi esistenti, intrecciando la rete pubblica urbana con quella extraurbana e valorizzando le stazioni, in particolare quelle di collegamento tra centro città e provincia come Parona.
La riattivazione delle stazioni e la valorizzazione della linea ferroviaria potrebbe essere anche oggi una valida risposta alternativa alla richiesta dei cittadini di Parona di prolungare la linea della futura filovia. E chiaro infatti che tale prolungamento comporterebbe un costo non indifferente per un servizio che rischia comunque di non essere competitivo rispetto all’auto, in quanto la mancanza di corsie preferenziali ne limita la velocità.
Galletti ha poi affrontato lo scottante tema della Gronda Nord, la famosa “bretellina” che dovrebbe togliere da Parona il traffico in entrata e in uscita dal traforo i cui termini per la realizzazione sono fissati al …2035! L'architetto sottolinea che questa strada ha senso solo se non si limita a collegare la Statale 12, ma se raggiunge invece la Sp 4, ossia la più trafficata strada per la Valpolicella. Questo collegamento appare però al momento “futuribile”: mancando allo stato attuale garanzie e termini precisi, si profila il concreto rischio, almeno per i prossimi decenni, di una Parona invasa da auto e mezzi pesanti.
Se davvero si facesse la bretellina, il traffico di largo stazione vecchia sarebbe notevolmente alleggerito: che senso avrebbe allora - ha chiesto l’architetto - pensare al sottopasso pedonale? Sarebbe più semplice e funzionale creare una nuova rotatoria poco più a nord del passaggio pedonale, in corrispondenza delle scuole; si creerebbe una piazza traversante dove la moderazione della velocità aumenterebbe la sicurezza.
La presentazione di un simpatico video realizzato da alcuni componenti dell'associazione, sul sottopasso di via Mantovana a Verona, ha poi fatto riflettere i presenti sull'effettivo non utilizzo dei sottopassi pedonali, anche in prossimità di una scuola.
La relazione di Galetti si è poi soffermata sui temi più strettamente attinenti ai nuovi progetti urbanistici rilevando la tendenza a “costruire” qualcosa di nuovo piuttosto che mettere in sicurezza il territorio, dalle aree boschive agli argini di fiumi e torrenti. E mai come oggi, alla luce anche di quanto successo nei giorni scorsi in Liguria, questa constatazione è diventata così drammaticamente attuale.
Assente invece il presidente dell'Associazione "Italia Nostra" Giorgio Massignan, sostituito dalla collega Susanna Grego. A lei il compito di illustrare il Piano degli Interventi del Comune di Verona e in particolare le opere previste per il paese di Parona.
Significativi gli interventi di alcuni partecipanti che hanno segnalato tra le altre cose anche un fatto preoccupante: il disboscamento della collina vicino a Villa Monastero, intervento che ha lasciato scoperto il terreno e che lo ha reso più sensibile a frane e smottamenti.
A conclusione della serata i presenti sono stati informati che vi è tempo fino al 21 novembre per la presentazione di eventuali osservazioni al piano degli interventi, e alcuni associati hanno dichiarato la loro disponibilità alla collaborazione per la compilazione dei moduli.
Durante la serata si sono raccolte anche molte iscrizioni all'associazione che ad oggi conta più di quaranta membri.
mercoledì 19 ottobre 2011
sabato 1 ottobre 2011
venerdì 20 maggio 2011
17 maggio 2011 - Incontro organizzativo del Comitato
Perché l’intenzione, questo è riemerso anche durante la serata di martedì, è quella di coinvolgere più gente possibile facendo informazione, così da fare di Parona una forza capace di ottenere tutela ed appoggio.
Visti i problemi, le orecchie drizzate dovremmo avercele tutti, ma non è così e la ragione si pensa stia proprio nella mancanza di informazione.
Martedì sera ci si è soffermati molto sull’importanza di portare avanti una campagna informativa, capace di sensibilizzare almeno una buona parte di quei tremila e più abitanti di Parona, questo perché si è tutti consapevoli della forza che deriverebbe dall’unione.
Le persone che si sono proposte per far parte dell’organizzativo del Comitato sono molte, vista la partecipazione alla serata di più di quaranta persone.
All’incontro sono stati invitati ed hanno partecipato anche due rappresentati del gruppo alpini e una portavoce del Comitato genitori delle Scuole Primarie di Parona, che hanno presentato ai presenti le attività proposte dai loro gruppi.
Il gruppo alpini ha esposto le attività del gruppo che, tra l’altro, offre quotidianamente al quartiere un’assistenza infermieristica gratuita, ambulatoriale ed in alcuni casi anche domiciliare.
La referente del Comitato genitori della scuola elementare ha presentato brevemente il progetto “pedibus” che alcuni genitori vorrebbero attivare anche nella scuola di Parona; si tratta di una soluzione relativamente semplice ma molto efficace per ridurre il traffico nelle ore di punta, offrendo contemporaneamente ai bambini un esperienza che favorisce la loro autonomia e la loro sicurezza, e combattendo la crescente tendenza alla sedentarietà dei piccoli.
E’ quindi emersa l’importanza di creare un’unione tra le varie associazioni, così da sposare delle cause e portarle avanti insieme.
La riunione è stata coordinata dal gruppo promotore del Comitato, che ha cercato di dare spazio ai vari interventi, motivando tutti i presenti alla partecipazione attiva (il comitato siamo tutti noi).
Le priorità non erano le stesse per tutti, ma dopo la discussione si è giunti a conclusioni concrete e condivise.
Il luogo e la data sono ancora da confermare, ma si conta che la partecipazione sia molta.
Il tema principale sarà la filovia: l’obiettivo è portarla fino a Parona; inoltre, collegato a questo argomento si approfondirà il discorso su viabilità, trasporto pubblico, parco dell’Adige e inquinamento dell'aria a Parona.
Si è poi aperta una discussione sulla forma giuridica (associazione o meno?) da dare al Comitato. Per ora si è rimandata la questione, poiché questo comporterebbe forse troppe complicazioni ed un prolungamento inutile dei tempi legati alla sua definizione. Per tale ragione si è definito di iniziare a discutere su uno statuto che ne identifichi intanto i punti fondamentali, i presupposti e le finalità di questa unione di cittadini.
La sua definizione e approvazione avverrà quindi in seguito e dopo successiva ed ulteriore discussione (che potrà avvenire tramite scambio di mail o di commenti sul blog del comitato).
Martedì si sono mosse proposte interessanti per dare inizio al miglioramento della qualità dell’aria: qualcuno ha proposto di mettere una centralina dell’ARPAV capace di dare dei dati certi sull’impatto che attualmente la congestione di macchine a Parona produce. L’intento è sempre quello di rendere tutti partecipi di questa preoccupazione e operare consapevolmente per l’abbattimento di polveri sottili e smog.
Durante l’incontro si è discusso ancora, come era avvenuto il 2 maggio, della possibile riapertura della stazione di Parona, si sono ipotizzati costi e vantaggi e questo progetto continua a suscitare interesse.
Oltre la riapertura resta necessario proteggere i residenti vicino alla ferrovia con delle barriere antirumore, come da richieste già presentate negli anni precedenti ma rimaste inevase.
Si è inoltre pensato di fare, a settembre una festa lungo l’Adige, allestendo alcuni gazebo in cui promuovere e far conoscere al paese i gruppi e comitati esistenti a Parona. Questa proposta deve ancora essere presentata agli altri gruppi del quartiere, speriamo la condividano e si possa insieme creare un evento importante.
Questo perché ci si è accorti di come molte persone ancora non conoscano le realtà che si muovono intorno alle loro case.
Gruppo promotore del Comitato
venerdì 13 maggio 2011
venerdì 6 maggio 2011
Ecco i risultati del questionario: il Traforo, il traffico e il trasporto pubblico preoccupano i cittadini di Parona!
Durante la serata del 2 maggio abbiamo distribuito alcuni questionari tra i partecipanti, per verificare quali argomenti preoccupano di più i cittadini di Parona.Hanno aderito 54 partecipanti.
Vi presentiamo i risultati.

Queste le preoccupazioni maggiori, espresse in percentuale:
20,5% TRAFORO
19,5 % TRAFFICO
16,5 % TRASPORTO PUBBLICO
15% ECOCENTRO
14,5 % PISTE CICLABILI
14 % SOTTOPASSAGGIO (Largo Stazione Vecchia).
giovedì 5 maggio 2011
Articolo dal Corriere del 4 maggio 2011
Verona - Assediata dallo smog, tagliata fuori dal tracciato del filobus, con l'incubo di fumi e un aumento di traffico causato dal traforo e di tre nuovi poni che serviranno solo alle auto in transito. Parona non è più la frazione placida sull'Adige ma un quartiere in espansione, che rischia di morire soffocato.
Ecco il perchè della sala parrocchiale gremita di residenti l'altra sera, che hanno deciso di dare vita a un comitato, che si chiamerà "Vicini a Parona", per chiedere più mezzi pubblici, ciclabili, servizi, un parcheggio scambiatore e garanzie per la salute in vista della realizzazione del traforo.
Un centinaio di persone ha risposto al tam-tam lanciato con manifestini e mail da un gruppo di giovani donne e mamme, preoccupate dall'aumento del traffico, dal verde divorato dalle nuove lottizzazioni, dalla mancanza di sottopassi e rotonde che consentano di attraversare la provinciale dove transitano 30 mila veicoli al giorno.
Donatella Miotto ha ricordato che dal progetto del futuro filobus è sparito il capolinea di Parona, che sarà al Saval, dov'è previsto un parcheggio scambiatore che attrarrà nuovi flussi di trafficodi attraversamento proveniente dalla Valopolicella.
Ma la beffa, ha svelato, è che la linea 21 (per evitare doppioni) potrebbe essere eliminata nel tratto che va dall'ospedale di borgo Roma a Cà di Cozzi: "Se così fosse, resterebbero i due monconi periferici - dice - che per noi abitanti di Parona sarebbe una nuova penalità. Invece di avere un collegamento diretto per il centro, dovremmo fare poche fermate, scendere al Saval e attendere l'arrivo del filobus. Disagi e scomodità sopratutto per gli anziani".
Marcella Bianchi e Martina Dalla Mura hanno espresso i timori per la futura lottizzazione in arrivo al Nassar, con undici palazzine e mille nuovi abitanti, ma anche per il futuro tunnel che non prevede più i camini ma i fumi "sputati" fuori nei due poli di impocco, cioè Parona e Poiano.
Preoccupazioni per i dati letti da un altro residente, Francesco Pachera, che ha riferito i dati dello studio Sisplan: "In via Valpolicella sono previsti tratti con un aumento di camione del 78 per cento nelle ore di punta, in Largo Stazione Vecchia addirittura del 165 per cento".
Tra il pubblico qualcuno ha espresso timor per il cantiere che durerà anni: "Si costruirà un sottopasso e il ponte. E noi? Dove passeremo?". Un altro ha puntato il dito contro i campi di rugby ("Ma a Verona siamo diventati tutti rugbisti? La verità è che diventeremo lo sfogo del Gavagnin") e altri sulla ferrovia soppressa: "A Bolzano c'è il collegamento con Laives, che dista sette chilometri e da noi l'hanno tagliato". Alla fine distribuito un questionario per indicare le priorità per la frazione.
Su quella base, il comitato chiederà un confronto con sindaco e assessori.
La. Lor.
martedì 3 maggio 2011
02 Maggio 2011 - Primo incontro pubblico del Comitato "Vicini a Parona"

Ieri sera a Parona nel teatro parrocchiale, si è tenuto l'incontro dell'appena-nato comitato “Vicini a Parona”.
Dopo un'intensa opera di volantinaggio e dopo alcune e-mail spedite qua e là per decidere quali zone tappezzare di fogli informativi, si è riusciti a raggruppare insieme più di 80 cittadini di Parona, non ancora del tutto convinti di quello che si sarebbero dovuti aspettare dalla serata.
L'incontro prevedeva una breve introduzione sul perché del comitato e sulle aspettative ed ambizioni che si accompagnano ad esso.
Il fine della serata era quello di trovare dei punti d'incontro e fare di questi una forza capace di unire la voce dei cittadini.
Abbiamo dato vita ad un'occasione in cui ognuno potesse esprimere i propri bisogni individuali, così da condividerli e tramutarli in interessi collettivi.
Sono seguiti quattro interventi, ciascuno della durata di otto minuti.

Si è partiti dal tema della Filovia, l'obiettivo è quello di farla arrivare fino a Parona, dal momento che nel progetto attuale, che sta andando in approvazione, è previsto che la nuova struttura arrivi a pochi chilometri da Parona senza ricomprenderla nel piano.
Si è proseguiti con l'interessante proposta della riapertura della stazione ferroviaria di Parona, per rimettere in moto un mezzo pubblico in grado di percorrere in soli sei minuti il tracciato che va dalla, inutilizzata, stazione di Parona alla stazione Porta Nuova.
Tra i vari interventi non si è ovviamente dimenticato di toccare il tema scottante del passante autostradale, conosciuto anche con il nome Traforo delle Torricelle. Sono stati mostrati dati e mappe di questa mastodontica infrastruttura, i cittadini di Parona hanno chiesto chiarimenti, si sono interessati ed indignati, molti hanno ringraziato per aver ricevuto finalmente un'informazione efficace, veritiera e diretta.
Nell'ultimo intervento si è esposto il progetto di un eco-centro per Parona, molte persone di fronte ad una tale proposta hanno alzato il petto e buttato le spalle indietro mettendosi in allerta, presentata con questo nome l'idea non convinceva i più, ma con il passare dei minuti le facce si sono distese e le teste hanno iniziato a muoversi in segno di consenso, allo scadere degli otto minuti, guardando i visi dei paronesi e paronati, si è potuto dire che l'esposizione era stata convincente, oltre che coinvolgente.
La serata si è chiusa con una lotteria, biglietti rosa piegati all'ultimo minuto, e scatola da scarpe azzurra adibita a cassa per le offerte, la dea bendata si è trasformata per l'occasione in un gentile signore che si è complimentato per l'iniziativa di dare finalmente voce a Parona.
Primo premio una pianta donata gentilmente dal vivaio Fontana e secondo premio un buon vasetto di Renga, il vincitore ha tardato a farsi sentire, la dea bendata ha dovuto estrarre diversi numeri prima che qualcuno decidesse di portarsi a casa il nostro amato simbolo: la Renga.
Si è incassata una buona somma, necessaria per migliorare i mezzi utili per creare una informazione efficace, chiaramente parte della raccolta verrà lasciata al parroco di Parona, che disponibilissimo ha fornito sala, microfono e proiettore.
Ringraziamo paronesi e paronati, la partecipazione ha superato le aspettative.

Eravamo tutti quanti entusiasti, partecipi e soprattutto decisi a migliorare il nostro paese. Vista l'adesione e la vivacità della serata, ci si ritroverà molto presto, speriamo ancora più numerosi e con la stessa energia.
Nei prossimi incontri si cercherà di far intervenire qualcuno di coloro che il potere per cambiare le cose ce l'hanno, le proposte non mancano e la volontà di farsi sentire e di tutelare Parona è altrettanta.
Allora non lasciamo che l'identità di questo nostro paese si vada perdendo di fronte ai cambiamenti che stanno avvenendo.
Ieri sera abbiamo creato un coro intonato, manteniamolo tale ed alziamo la voce.
Marcella Bianchi
giovedì 28 aprile 2011
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