domenica 23 settembre 2012

Il filobus inizia il viaggio. Sulla strada fra tre anni: leggete qui...

Il filobus inizia il viaggio. Sulla strada fra tre anni.

LA FIRMA. Sottoscritto il contratto fra Comune, Amt e imprese. 
Che ora hanno mille giorni di tempo per finire l'opera.
Quattro mesi per il progetto esecutivo, da gennaio-febbraio partiranno i cantieri Tosi e Corsi: «Serviti tutti i quartieri». 
E si sogna già un altro pezzo verso la Valpantena.

Da l'arena del 06/09/2012

Fumata bianca per il filobus. C'è la firma sul contratto fra Amt e la cordata di aziende che lo costruiranno. L'hanno sottoscritta in municipio il presidente di Amt Germano Zanella e Giorgio Bedetti, rappresentante legale del Consorzio cooperative costruzioni di Bologna, capofila dell'Associazione temporanea d'imprese.
Erano presenti il sindaco Flavio Tosi, gli assessori alla mobilità e infrastrutture Enrico Corsi e alle aziende e ambiente Enrico Toffali, il direttore generale di Amt Carlo Alberto Voi ed Enzo Ferragosti, capo area del Ccc, oltre ai consiglieri di amministrazione di Amt e ad altri tecnici del Ccc. 
PER VEDERE in circolazione il mezzo su gomma Citea a guida vincolata, a trazione elettrica fuori città, cioè con le «bretelle», e in centro con motore diesel Euro 6 — due linee, totali 23,8 chilometri — ci vorranno circa tre anni, compresi i quattro mesi per il progetto esecutivo. A metà settembre la Conferenza dei servizi dovrebbe concludere l'iter. I tre anni scatteranno da lì e il cantiere partirà in gennaio-febbraio. Giornata storica. 
La richiesta di un finanziamento statale per un sistema rapido di trasporto pubblico di massa risale a 18 anni fa. A presentarla fu Alberto De Muro, il commissario che amministrò il Comune dopo la caduta della giunta Erminero bis fino alle elezioni in cui venne eletta sindaco Michela Sironi. Il progetto tramvia ha attraversato le Amministrazioni di centrodestra Sironi e Sironi bis e quella di centrosinistra targata Paolo Zanotto. 
«L'Amministrazione Tosi nel 2007 ha trasformato invece il progetto in filovia su gomma, meno invasiva del tram, meno costosa, con un percorso lungo il doppio, in grado di collegare tutti i quartieri e i due ospedali.
Per la maggior parte il tracciato sarà su sede propria, tranne in alcuni punti in cui sarà problematico, ma punteremo a estendere ovunque il percorso dedicato. 
«L'opera», spiega Corsi, «sarà completata dal deposito dei mezzi alla Genovesa, dal completamento del sottopasso in via Città di Nimes, dalla sistemazione di numerose strade e dal collegamento con i parcheggi scambiatori di San Michele, Verona sud e di Ca' di Cozzi». 
Il finanziamento statale di 86 milioni, ricorda Corsi, a coprire il 60% dell'iniziale spesa, stava per essere perduto due volte, ma poi è stato recuperato. Oggi l'opera costa 104 milioni (grazie al ribasso d'asta della gara pari al 17 per cento), con il 60 per cento coperto dallo Stato e il resto da Amt con un mutuo già acceso da Amt con il Banco Popolare di Verona. Gli 86 milioni già stanziati quindi sono ben oltre il 60 per cento, ma prima di stabilire quanti impiegarne si dovrà attendere il progetto esecutivo, perché i costi potrebbero lievitare. 
AMT E COMUNE dovranno ora scegliere stile, colori e arredi dei mezzi. 
I tracciati sono due, il primo da 7,1 chilometri dal Policlinico di Borgo Roma a Ca' di Cozzi, con percorso viale del Lavoro, dove si innesterà la linea proveniente dal parcheggio della Genovesa, quindi viale Piave, Stazione di Porta Nuova, piazza Simoni, corso Cavour, piazza Vittorio Veneto, ospedale di Borgo Trento e quindi Ca' di Cozzi. 
L'altro percorso, di 16,7 chilometri, andrà da San Michele Extra allo Stadio, con direzione via Zeviani, dove si innesterà la linea da Borgo Santa Croce, e poi Porta Vescovo, via XX Settembre, piazza Bra, piazza Simoni, stazione di Porta Nuova, Stadio. I 37 mezzi saranno lunghi 18 metri ciascuno, con portata da circa 140 passeggeri l'uno, che in alcune zone potranno arrivare a una frequenza ogni 4 minuti. Li gestirà l'Atv. 
DUE SUPERCAPACITORI consentiranno un recupero energetico del 30 per cento, in frenata. 
Corsi, i tecnici e anche il presidente di Amt Zanella sottolineano, poi, che i mezzi di accosteranno alle fermate, facilitando la salita per portatori di handicap e anziani, come puntualizza Zanella. Che ricorda il «grande lavoro svolto dal Comune e da Amt, con il Cda e il direttore Voi, per giungere a questo storico passo. E in futuro sogno un'altra linea, da Porta Vescovo a Grezzana, lungo la Valpantena». 
L'Ati come detto è guidata dal Ccc, di cui fa parte la consorziata Cdc: 300 soci cooperatori nei settori costruzioni, trasporti, servizi, industria e materiali per le costruzioni; occupazione complessiva di circa 20mila addetti, giro d'affari annuo oltre i 6 miliard. Il passante di Mestre è solo una delle tante infrastrutture realizzate. Formano la cordata Soveco e Mazzi come costruttori, Alpiq Intec, Balfour Beatty Rail Spa, Vossloh Kiepe, Vdl con Apts, Techinital e Girpa per la parte progettuale. Il sindaco Tosi tira un sospiro di sollievo e si toglie qualche sassolino: «Se per sbrigare le carte ci vogliono cinque anni e per costruire il filobus tre, vuol dire che c'è un grande problema e che il nostro Paese è ritardato da una burocrazia eccessiva. Ma questa è una pagina fondamentale per Verona, che si appresta a mettere in cantiere una delle sue opere più importanti».

Enrico Giardini

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